Percorso in naturopatia

Verso qualcosa di più sottile

C'è una curiosità che mi accompagna da sempre: capire come funzionano le cose, trovarne la logica, il meccanismo. Per anni l'ho applicata al mondo digitale, finché ho sentito che quella stessa curiosità poteva guardare anche altrove — verso qualcosa di più sottile, che le macchine non riuscivano a mettere a fuoco.

È così che ho scoperto l'olismo: guardare la persona non come una somma di sintomi da correggere uno a uno, ma come un sistema unico, sinergico, dove corpo, mente, ambiente ed energia si influenzano continuamente. La naturopatia mi sta dando gli strumenti per leggere questo sistema — le piante, i fiori di Bach, la radioestesia, l'ascolto di segnali che il corpo manda molto prima che diventino sintomi conclamati — con la stessa pazienza di chi cerca la causa di un errore, non si accontenta di correggerne solo l'effetto. Per questo sto costruendo le mie basi con calma, tra due scuole di formazione e uno studio che non smetterà mai.

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Le mie scuole

Studio in parallelo in due scuole dal taglio molto diverso, che si intrecciano e completano più di quanto potessi pensare all'inizio.

Alla Scuola di Metaerboristeria, a Firenze, dal 2024, il centro è il mondo vegetale: botanica e fisiologia vegetale, laboratorio erboristico, fiori di Bach, oli essenziali, fitoalimurgia. C'è anche una parte più esperienziale e simbolica — silvoterapia, astrologia, spagiria, etnobotanica e medicina popolare tradizionale — che mi ha insegnato a guardare le piante anche oltre il loro uso puramente clinico.

All'Accademia Quantica, a Roma, dal 2026, il percorso è ad indirizzo psicoenergetico: parte da basi scientifiche solide — anatomia, fisiologia, biochimica, fisica — per poi aprirsi all'approccio naturopatico clinico (omeopatia, fitoterapia, oligoterapia), alle medicine tradizionali come MTC e Ayurveda, e a tecniche di valutazione energetica come iridologia e riflessologia. C'è spazio anche per le competenze relazionali — ascolto attivo, gestione del colloquio — che considero centrali quanto le nozioni tecniche.

Ho seguito diversi casi reali come consulente, applicando sempre lo stesso metodo: raccolta completa dei dati, definizione delle priorità cliniche, poi il protocollo — con evidenza clinica, tradizione e ipotesi sempre tenute separate e dichiarate.

Prima di queste due scuole, un paio di percorsi più brevi mi hanno aperto la strada. Con Scienza e Arte della Salute (Marcello Pamio) ho esplorato igiene naturale, medicina empirica, nutrizione e biodecodifica — un modo di leggere il sintomo come messaggio, non solo come problema da correggere. E poi Elettrogeobiologia, che resta probabilmente il punto in cui i miei due mondi si toccano più da vicino: si occupa di bonificare la casa dall'inquinamento elettromagnetico e geopatico, tra rilevamento dei nodi di Hartmann, schermatura da WiFi e antenne, e persino la disposizione degli ambienti.